Harvest 2011

Harvest 2011

E’ stata una stagione molto strana, buona, che ci ha riservato nuove sorprese ed esperienze.
Un inverno lungo che è durato per gran parte di marzo che poi è scoppiato con l’estate di aprile. Chi non si dimentica il Vinitaly con le maniche corte? e non solo quello.
Notevole è stata la sorpresa nel considerare un primo decorso vegetativo molto rapido con quasi quindici giorni di anticipo. L’avvio della nuova vegetazione è avvenuto secondo l’epoca ordinaria della varietà ma l’accelerazione impressa dal stagionalità è stata singolare.
Alla fine del mese di marzo si stava finendo di potare le viti del secondo e del terzo anno di età, poiché queste vanno potate più tardi rispetto alle altre per non subire i danni tardivi del ritorno di freddo, ma neanche arrivati alla seconda metà del mese di aprile che registravamo un forte anticipo nello sviluppo della vegetazione. E così è stato tutto il mese portandosi con sè quello di maggio: il germogliamento con l’aumentare del caldo ed accompagnato dalla disponibilità idrica nel terreno, ci ha portati ad avere completato la sgarzolatura e la prima palizzatura dei germogli già alla metà del mese.
Eravamo in forte anticipo stagionale, le operazioni sul verde erano già a buon punto avendo finito già il primo giro. Questi interventi si chiamano così perché si operano sui nuovi germogli e tralci, ancora verdi per l’appunto, accomodandoli in modo verticale sui fili di ferro d’impalcatura e pulendo i ceppi dai ricacci della vegetazione (polloni).
Così ché siamo arrivati all’inizio della fioritura con 10-12 giorni di anticipo rispetto alle medie, ma che sono stati subito stoppati da una perturbazione con qualche giorno di pioggia che ci aveva anche preoccupato poiché eravamo nella fase delicata della formazione dei fiori e le avverse condizioni potevano pregiudicare la produzione dell’annata.

Con il tornare del bel tempo si sono completati i lavori del vigneto con la cimatura della vegetazione che superava l’altezza dei pali e la trinciatura dell’erba tra le file. L’anticipo stagionale non ha subito variazioni fino alla metà del mese di luglio ci ha fatto rimpiangere l’estate con alcune giornate nuvolose e precipitazioni equilibrate facendoci perdere parte dell’anticipo stagionale guadagnato. Con questa variazione, i processi andavano via via rallentando e diventava difficile stimare quello che sarebbe stato il vero anticipo della maturazione finale, anche se molte voci confuse e discordanti arrivavano da tutto il territorio.
Alla fine di luglio si iniziavamo a vedere i primi acini di cortese che cambiavano colore. Poi agosto ha giocato la carta vincente, caldo e sole per tutto il mese, neanche una pioggia, sembrava di rivedere l’estate africana del 2003!
Pur conservando sempre un discreto anticipo, quello iniziale era andato progressivamente riducendosi. Le viti non hanno accusato segni di sofferenza particolare, sia a livello delle foglie sia dei grappoli.

Tanto è vero che dopo aver iniziato i campionamenti delle uve al 22 di agosto abbiamo valutato da quale vigneto vendemmiare, e qualche acino iniziava ad appassire lievemente sotto la forte insolazione e la calura estiva.
Finalmente il 31 agosto abbiamo iniziato a staccare i primi grappoli di cortese per la base spumante e successivamente al 6 di settembre è iniziata la vendemmia vera e propria, in anticipo di oltre due settimane rispetto alla precedente vendemmia.
Molta fatica per il caldo ma tantissima soddisfazione. Una grande annata per il nostro Gavi. Con una gradazione zuccherina potenziale superiore rispetto l’anno precedente ed un quadro acido e aromatico interessante.

Concludo con una mia interpretazione, ma che evidenzia l’eccezionalità dell’annata: quando il macroclima interessa l’ampiezza di un territorio, esso prevale come variabilità locale dei luoghi e dei conseguenti microclimi che ne derivano.
Altra particolarità è stata la pressoché assenza di malattie fungine, anche se alcune situazioni sono state favorevoli per l’oidio, ma ci hanno permesso di predisporre una difesa alle crittogame a base di buone pratiche viticole, molto precisa e a basso impatto ambientale.

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